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Sentieri perduti


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Tre impiegati stanno facendo un’escursione in una zona degli Appennini ma due di essi, Eva e Marino, si perdono essendosi allontanati da Alessio: un uomo concreto ed esperto che fa loro da guida. Sono persone abituate a muoversi in città e del tutto inesperte di luoghi boschivi perciò non sanno come affrontare questa loro inattesa situazione. Dal loro comportamento si intuisce anche il loro carattere: Eva è una giovane donna, un po’ fatua, che viene facilmente attratta dalle lusinghe degli uomini anche se viene a trovarsi in imbarazzo di fronte all’esplicita dichiarazione d’amore di Marino: un ometto precisino, saputello, un po’ ingenuo che stravede per il suo amico Alessio. Ad un certo punto appare Robinson, uno strano e misterioso personaggio che dice di vivere fra quei boschi, a contatto con la natura, e che inizia a corteggiare e ad affascinare Eva (con disappunto di Marino). Mentre Marino si allontana, convinto da Robinson, alla ricerca di Alessio, Eva si abbandona all’abbraccio di Robinson ed entrambi vengono sorpresi da Alessio e da Marino. Alessio conosce bene quest’uomo che si fa chiamare Robinson: non è altro che un semplice impiegato, sposato e con prole, che usa una capanna costruita in quella zona come garçonnière o, in mancanza di una donna compiacente, cerca la sua preda fra le escursioniste che si perdono nel bosco. Alessio lo svergogna e lo allontana in malo modo cosicché i tre possono tornare sui loro passi ma Alessio non si dimostrerà quella persona positiva che poteva sembrare.

Una giornata in cantina (La gluppa) (codice opera: 864011A)

Una giornata in cantina
due atti di
Paolo Cappelloni
(download versione italiana)

* Nella versione dialettale pesarese (La gluppa) ha debuttato con il “Teatro Accademia" di Pesaro il 28 ottobre 2005.
* Nella versione dialettale di Mondolfo è stata rappresentata dalla Compagnia Teatrale “Il Crogiuolo”
* Nella versione italiana è stata rappresentata
- dalla Compagnia "S. Antonio" di Narni,
- dalle "Officine del Teatro Due" di Nocera Inferiore (SA).
- dalla Compagnia "Le Maschere Vagabonde" di Roma.
Nel 2007 ha vinto il 2° premio assoluto al Festival del dialetto di Varano (AN)







Sinossi

Amedeo scende in cantina per travasare del vino, poco dopo scende anche Bruna, sua moglie, per portargli il tubo da travaso che Amedeo aveva dimenticato di sopra. Bruna toglie un fermo che Amedeo aveva messo alla porta per lasciarla aperta e la chiude dietro di sé senza sapere che all'interno non c'è più la maniglia. Entrambi rimangono chiusi dentro.
Vari e vani tentativi per uscire e per richiamare l'attenzione di qualcuno. Rovistando fra le vecchie cose dimenticate in cantina, Amedeo trova una scatola mai vista contenente delle vecchie lettere spedite dal suo bisnonno, temporaneamente a Modena, a sua moglie. In una di queste lettere viene citato un vero e proprio tesoro in oro e brillanti che il bisnonno confidava alla moglie di aver nascosto proprio in cantina. Amedeo, sapendo di non aver mai visto né sentito mai nominare quel ben di dio, sospetta e si convince che sia ancora nascosto lì. Inizia la ricerca del tesoro insieme ai tentativi di farsi sentire da qualcuno. Nel tardo pomeriggio arriva il figlio che li stava cercando e anche lui, ignaro, chiude la porta. Ora i rinchiusi sono tre!
Amedeo racconta al figlio delle lettere e la ricerca continua in tre finché il figlio non vuol dare una sbirciata a quelle lettere e ne trova alcune spedite in anni successivi dalla bisnonna (sua trisavola) alla sorella trasferitasi a Sestino. In una di queste lettere (scritta dopo la morte del marito) viene citato il "tesoro nascosto" ed ella confida alla sorella di voler "monetizzare" il tutto e goderselo negli ultimi anni della sua vita. Delusione e sconcerto dei tre. Addio sogni di ricchezza!
Ormai è notte quando finalmente Lea, una coinquilina, li "salva" e sdrammatizza l'accaduto confidando che anche a lei era capitata una cosa identica nella sua cantina adiacente la loro e che quel fatto le aveva portato una enorme fortuna perché, per un caso fortuito, trovò nascosto nel muro un fagotto pieno d'oro che le risolse numerosi problemi.
I tre rimangono sconcertati ma ad Amedeo viene in mente un piccolo particolare…





Tra gli amici della Banda...